“Cuore felice migliora la salute, umore triste prosciuga le ossa”

Il riso, questo suono che il bambino emette appena pochi mesi dopo la nascita e che la madre osserva con meraviglia, e inscritto nei nostri geni. Il professor Deray cita uno studio che conferma che le persone con una tendenza al riso hanno un particolare cromosoma che è più corto di quello di altri.

Egli aggiunge che, secondo uno studio giapponese, il riso attiva alcuni geni con poteri curativi nei diabetici, stimola il sistema immunitario, aumenta il numero dei linfociti-T, detti killers, nel midollo osseo, i quali ci permettono di difenderci contro le infezioni, diminuisce inoltre la secrezione di cortisolo, ormone principale dello stress, e aumenta la secrezione di ormoni legati alla serenità e alla qualità del sonno: serotonina, endorfine, dopamina e melatonina.

È per questo che il riso è fortemente consigliato dalle federazioni di cardiologi nord americani e francesi.

“Ridere di cuore” non è un’espressione qualsiasi!

La “risoterapia” è stata testata e teorizzata nel 1964 dal Dr. Norman Cousins. Ricordo molto bene l’impressionante libro che racconta il suo recupero da una spondilite anchilosante grave, che dopo aver lasciato l’ospedale con il suo clima ansiogeno, in hotel si fa proiettare film comici e si fa iniezioni di vitamina C ad alto dosaggio. Questa guarigione con il riso è riferita anche in una lettera di Jean-Marc Dupuis nel 2014.

Da allora, sono apparsi i “pagliacci terapeutici” negli ospedali e, più in particolare, nei servizi di oncologia pediatrica. Il precursore fu il Dr. Patch Adams nei primi anni ’80, che fu interpretato da Robin Williams nel film “Patch Adams”.

Le risate fanno bene al cervello tanto quanto per il cuore, l’immunità e l’invecchiamento. Avete notato che i centenari di Okinawa hanno sempre un sorriso sulle labbra? Se volete fare un’esperienza personale, vi suggerisco di guardare i video pubblicati il giorno nazionale della risata, il 30 aprile. C’è anche quello che viene chiamato “lo yoga della risata”: si inizia con il ridere in maniera forzata, e queste risate guidate lasceranno gradualmente spazio a risa reali molto contagiose, senza per questo ricorrere all’umorismo o a battute.

Naturalmente, le risate e l’umorismo dovrebbero essere praticati con tatto e discernimento perché possono offendere alcune sensibilità. Alcuni sofrologi propongono come terapia ai loro pazienti di guardare video umoristici gratuiti su Internet.

Anche se non è facile ridere nel momento in cui si soffre fisicamente e psicologicamente per un lutto, una separazione o per l’annuncio di una malattia grave, può dare sollievo il riso in risposta ad una parola gentile di qualcuno di vicino o di un terapeuta avvertito e rispettoso.

La qualità del sonno come settimo punto

C’è attualmente la moda di dormire meno per fare di più. Si tratta di un’abitudine mortifera e di un veleno epigenetico che destabilizza i nostri “geni-orologio” regolatori del sonno e implicati, come rileva Gilert Deray, nel cancro, nel diabete, nelle malattie cardiovascolari e neurologiche.

Infatti, disturbi del sonno:

  • • riducono l’attività della telomerasi e quindi accelerano l’invecchiamento;
  • • aumentano i livelli di cortisolo, un indicatore di stress;
  • • abbassano i livelli di melatonina, dopamina, serotonina ed endorfine;
  • • aumentano lo stress ossidativo;
  • • riducono l’immunità;
  • • aumentano l’infiammazione cronica del colon, le colopatie, i disturbi del transito (diarrea, costipazione) e anche le recidive del morbo di Crohn;
  • • aumentano significativamente i rischi cardiovascolari, i rischi di cancro, depressione, deficit cognitivo (memoria e concentrazione), morbo di Alzheimer e demenza a corpi di Léwy.

I disturbi del sonno non dovrebbero mai essere presi alla leggera. Possono richiedere il consulto di uno specialista e persino un soggiorno in un servizio ospedaliero che chiarirà la natura del disturbo.

Di fronte ad una fatica inspiegabile, sonnolenza diurna e constatazione di un rischio biologico cardiovascolare, dobbiamo anche interrogarci sul rischio di apnee notturne e consultare uno specialista. Se queste apnee sono confermate, dovrebbero essere trattate con misure dietetiche e di stile di vita (riduzione dell’alcol e perdita di peso), ortesi mandibolari o dispositivi di “pressione positiva” di utilizzo notturno.

Alcuni disturbi del sonno possono anche essere legati a una depressione non riconosciuta e occasionalmente possono richiedere la prescrizione di antidepressivi appropriati, che si cercherà di sostituire il più rapidamente possibile con misure meno aggressive.

Dobbiamo purtroppo constatare che il problema non è semplice e sono il primo a saperlo perché, come il 16% dei francesi, non dormo molto bene.

Amarci gli uni con gli altri…o morire

Questo sì che è radicale! Ma capirete presto perché è essenziale amare. Gli antichi grechi riconoscevano principalmente tre tipi di amore, tutti essenziali per la salute e l’equilibrio umano e animale.

Eros: niente a che fare con l’erotismo come è inteso oggi. È un riferimento al dio Eros, dio dell’amore tra i Greci, e simboleggia un impulso irresistibile che porta due esseri a guardarsi con amore, a toccarsi, a baciarsi e a nutrirsi veramente di questo contatto, indipendentemente da qualsiasi desiderio sessuale. Il contatto amorevole guarisce e nutre a qualsiasi età: il prematuro in incubatrice ha un bisogno essenziale di sentirlo, e anche la madre sente il bisogno di mettere il suo neonato sulla pancia per consolarlo dalle sofferenze della nascita. Si soffre nell’ essere attratti come magneti, a volte in maniera totalmente irrazionale, quando questa attrazione non è reciproca. Ma questo “eros” nutre meglio di qualsiasi altro sentimento e, quando cessa, come dice molto bene il poeta Lamartine: “Un essere solo vi manca e tutto il mondo diventa deserto.

Philia: è una relazione di amicizia, di stima reciproca, tra eguali. La philia non ha il senso di una semplice amicizia come viene definita oggi. L’amico non è solo quello con cui trascorriamo bei momenti, ma quello su cui possiamo contare incondizionatamente e viceversa. È una questione di rispetto e dovere. È l’amico che uno abbraccia e prende tra le sue braccia … e non si abbraccia certo chiunque!

È un’amicizia che tende alla tenerezza, alla generosità, ma sempre nella reciprocità.

Agape: è l’amore del prossimo senza aspettativa di reciprocità o di connessione; si può associare all’altruismo. Niente a che vedere con il semplice cameratismo. Difficile ignorare il riferimento al bellissimo libro del buddista Matthieu Ricard, sul quale troviamo questa bellissima riflessione: “Non possiamo immaginare la forza della benevolenza, il potere della trasformazione positiva che un vero atteggiamento altruistico potrebbe avere sulle nostre vite a livello individuale e, di conseguenza, sulla società intera”.

Tutte queste sfaccettature dell’amore sono, qualunque cosa si possa dire, assolutamente necessarie e complementari. Sono “necessità neurali” : allungano i telomeri, migliorano l’immunità e il rilascio di ormoni come l’ossitocina, la dopamina e la serotonina.

“Nel ratto, coccole dalla madre ai topi giovani (sotto forma di leccate) aumenta le dimensioni dei telomeri e attiva un gene (NR3C1) che riduce gli effetti del cortisolo e quindi lo stress.

La sessualità e uno stato d’amore soddisfacente e benefico sono possibili e ammessi senza limiti di età. Possono essere frenati solo da pregiudizi obsoleti, divieti culturali o religiosi e dalla paura degli occhi degli altri.

Fate sport!

Nessun medico nega più gli effetti della regolare attività fisica, sia sull’invecchiamento (per l’allungamento dei nostri telomeri), sull’attività cerebrale e cognitiva, sulle malattie cardiovascolari, sul diabete e su diversi tumori come quello del colon o del seno.

Il dott. Thierry Bouillet, oncologo e cofondatore dell’associazione “CAMI Sport and Cancers” ha dichiarato nel 2012, che l’attività fisica nel follow-up delle donne che avevano avuto un tumore al seno era almeno altrettanto tanto efficace e necessario quanto alcune terapie ormonali.

Riacquistare la propria verticalità e mettere un piede davanti all’altro ha un’influenza sulla nostra psiche: “Camminare migliora l’autostima ed è molto efficace sulle ruminazioni”, riassume il dott. Éric Griez. È anche molto efficace nel combattere la depressione. Ripetuto quotidianamente per diversi mesi, l’esercizio fisico ha un effetto paragonabile a quello degli antidepressivi e della psicoterapia.  Anche le persone che soffrono di attacchi di panico vedono diminuire le loro crisi quando camminano regolarmente. “È un trattamento da tenere per la vita, uno stile di vita da adottare,” insiste lo psichiatra. “Non è sempre facile: tutto il nostro ambiente ci invita alla pigrizia fisica. Quando non ti piacciono gli sport, devi essere astuto con te stesso, parcheggiare la tua auto un po’ più in là, camminare telefonando … “

Scappate dalle scale mobili, dagli ascensori e … non c’è bisogno di essere un grande sportivo: camminare ad un buon ritmo, dai 30 ai 60 minuti al giorno, con una buona respirazione, è già efficace!

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